Io pretendo dignità
Amnesty International Italia
ha lanciato un appello rivolto al Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro
per fermare lo scellerato piano nomandi avviato nel territorio comunale di Roma.
Hanno già aderito alla campagna oltre 3.000 persone tra cui noi di Mondi Sommersi.
Il Piano in questione è stato avviato in pompa magna il 31 luglio 2009
dal Comune di Roma e dalla Prefettura della capitale con l’intenzione di risolvere
l’annoso problema dei campi nomadi della Urbe.
Secondo Amnesty International però si tratta di un intervento mal progettato e discriminatorio che contiene una serie di violazioni dei diritti dei rom:
VIOLAZIONE DEL DIRITTO D’ALLOGGIO dei nomadi, che in stragrande maggioranza non sono più tali ma stanziali. Il piano prevede poi la distruzione di oltre 100 insediamenti rom nella capitale e il trasferimento di 6.000 persone in appena 13 campi, tra quelli esistenti o da ampliare o di nuova costruzione, situati nella periferia di Roma. Questo piano è destinato a lasciare senza alloggio oltre 1000 rom, se si prende per giusta la valutazione di 7200 rom in città. Solo che per molti osservatori il numero reale è invece di oltre 12 mila.
IL DIRITTO DI SAPERE in quanto i diretti interessati non vengono informati su quello che sta avvenendo. Per esempio durante lo sgombero del campo Casilino 700 avvenuto nel novembre scorso nessun rom è stato avvertito e si dovuti arrangiare in proprio per trovare poi una soluzione d’alloggio. «Nessuno ci ha avvertito, nessuno ci ha offerto nulla», hanno detto Marius e Maria, due ex-abitanti del campo, durante la conferenza stampa indetta per promuovere la campagana. Tutti gli standard internazionali sui diritti umani richiedono invece che vengano consultate tutte le persone di cui è previsto lo sgombero.
INTERRUZIONE SCOLASTICA – Amnesty ha poi criticato anche l’interruzione scolastica che gli spostamenti e i trasferimenti spesso hanno determinato per i bambini rom.
DISCRIMINAZIONE RAZZIALE. L’accusa più netta di discriminazione è scattata infine per quanto riguarda l’alloggio. Amnesty ha ricordato che nelle graduatorie per l’acquisizione di case popolari vale aver subito sfratti. Questo è un requisito che non vale però per i rom. «Sono di fatto esclusi a priori dal social housing e questo nonostante che in maggioranza siano rom ormai stanziali da decenni in questa città, con bambini nati qui».
Per firmare l’appello vai al sito:
http://www.iopretendodignita.it/?q=appellorom
lì troverai anche tutte le informazioni relative alla campagna.
Noi ci prendiamo l’impegno di tenervi aggiornati sui prossimi sviluppi
della vicenda.
Mondi Sommersi
Fonti: amnesty.it e corriere.it
