Sesso, Baguettes e Rock’n'roll. Una pseudo intervista paranormale
Ci è voluto un po’
ma alla fine è sbocciata pure quest’intervista
piantata in una notte da incubo
il 21 maggio scorso al Teatro No Dal Molin.
Perché usi uno pseudonimo?
“Non credo sia la paura, la modestia o la poca fiducia nelle persone” disse Anna a Valerio “immagino che sia il tentativo di separarsi, di auto-separarsi. Sai, prendere le distanze dalle tuo auto espressioni, vederti concretizzata in suono e distanziarti. Vorrei essere giudicata per come suono e non per come sono.” Entrmbi risero pensando a Marco Morgan Castoldi, alla brutta fine che ha fatto, immaginandoselo in cucina con la Sventura a rallegrarsi con il botulino.
Perché hai optato per una parola francese?
“Sai Anna, credo che tu abbia scelto il francese perché forse in quel periodo avevi molti legami con quella parte ti palla di terra, avevi amici che stavano per andare laggiù, ma non credo che sia perché la lingua francese sia comunemente associata alle poesie d’amore e che quindi tu abbia voluto giocare di dissonanze, nonostante tu ne sia pregna, inzuppata e quasi traviata”. Chiuse la sigaretta, meccanicamente, si accosto il posacenere, mostro il biglietto aereo comperato e spiegò a Valerio quello che aveva sfiorato.
“Pensa che tanti anni fa in Argentina pochissimi avevano un grammofono, ma certo era il fatto che quel grammofono suonasse Carlos Gardel. Comunque pochissimi avevano un grammofono e altrettanti pochi erano coloro che avevano idea di come fosse fatto Carlos Gardel.
Bhe, Valerio, un giorno un uomo distinto ed elegante, affascinante e misterioso entrò in un bar di Buenos Aires. Nessuno sapeva da dove quell’uomo in bianco venisse ma ciò che era certo era che si trattava di Carlos Gardel.
Questa è una storia vera, raccontatami da una persona che stimo moltissimo, incapace di trovare cartine piccole tra le pieghe dei ricordi che però sono vividi, mutevoli, bramosi di nuovi futuri (come d’altra parte devono essere) e che ha per amico Stefan lo struzzo (e si badi non uno che assomiglia ad uno struzzo, ma uno struzzo vero).E’ tutto vero. E’ li che sto andando. Ha parlare con Stefan”.
Valerio le accese la seconda sigaretta, chiese se Stefan parlasse francese, chi era questa persona, qual’era il suo percorso, come aveva conosciuto Anna, se si sarebbero ritrovati assieme a Stefan a Buenos Aires o a Parigi. Fumando sigarette, ridendo di Morgan o commuovendosi per un maestro che insegna in una classe unica in un paese sperduto dei film di Nicholas Philibert. Essere o Avere?
Ma ricordandosi di ricordarsi che era tutto più vero di un ricordo vero. Questa è la differenza tra la verità e la realtà.
E perché hai scelto proprio il panificio del demonio
Caro
Qui procede bene, la casa sembra sempre un inferno, allegro, spensierato, fumoso, caldo e disordinato. Il panettiere è sempre lo stesso scorbutico ma onesto. Pane buono, prezzi politici.
Sempre lo stesso anche quando ci impone di far silenzio perché la gente deve dormire e lui sta andando a lavorare, mentre noi da dentro rompiamo le inferiate con le risa, bob dylan e tutto il bianco del ricordo.
Dalla laguna,Sempre tuo
A.
Quando è nata la boulangerie du demon?
Sono nato il 5 settembre 1985 a mezzogiorno, giusto giusto per ora di pranzo. A vent’anni, dopo un rapido calcolo, ho capito di essere stato concepito durante la nevicata del ’85. Mi è sempre piaciuta la neve.
Come si è sviluppato questo progetto?
Assieme a : gioia, curiosità, voglia, passione, speranza, stanchezza, tempi morti, pochi soldi, scarse competenze, incoraggiamenti , recensioni improvvise, viaggi, incontri, problemi, scoperte , rivelazioni, amici, loop station, big muff, in modo altalenate, è un po’ che non ci lavoro, i primi concerti, aracadia, poi diligenze per lune varie e vicenze,tutto free download su lastfm.com\laboulangeriedudemon, non capendo un cazzo di myspace, ora devo fare facebook, gratis gratis, sperando di suonare, con i super8.
La scelta non è una realtà ma una verità. Più o meno Bela Balazs. Battesimi e saggi di danza di carmen. Siamo arrivati,.
Perché hai scelto di essere un one man band?
“Ero solo? Ma, scusa, sei sicuro?!” Mi disse una volta, tra il serio e il faceto, il preoccupato e il diverito. “Guarda che c’erano Claudio, e Gianni, Piero, Paolo Giulio, Luciano Salvo, Sonia. E poi c’era Claudia, bella come sono belle le donne coi capelli corti e che fumano. C’erano le Martine e i Filippi.
E ancora uomini. Paolo, Umberto, Bruno, Giovanni, Alberto, Luigi. E altre donne Marina, Teresa Maria Luisa, Ines” Io insistett. Dissi di non averli visti e ribadii che era solo.
Allora il viso prese forma di comprensione e di aiuto.
“Va bene, almeno la chitarra, il pc, le pentole, i carillon le immagini l’amplificatore …”.
“Ovvio!” dissi quasi offeso per questa risposta che aveva della sentenza e dello sfottò
“Bene le persone di prima sono come le macchine che hai visto. Fanno fare il pane che ti mangi quando mi incontri”
Riempì i bicchieri, apri la finestra e brindò
“A tutte le idee che non porto a termine e che mi tengono compagnia”
Quali sono i tuoi riferimenti musicali ed extra-musicali?
Quattro sedili. Quattro persone. Tanti pensieri. Un treno. Pane, latte giornale, cazzo devo chiamare Tina, merda, la tesi e poi Luca, come faccio a dirglielo. Dopo il commercialista. Chiamare notaio, onoranze funebri, Filippo, Giovanni, Roberto, Marco ,Anna, Lucia e Grazia, saranno distrutti sicuro distrutti, non devo mollare,non ancora, non ancora, accumula, accumula trattieniti. I miei figli.
Radiohead, telefon tel aviv, sigur ros, john cage, musique concrete, roberto dani, massimo volume, tre allegri ragazzi morti, stars of the lid, pan american, Michael gondry, alva noto, bob corn, comaneci, bob dylan, pink floyd, noir desire, csi, shaffer, rachel’s, yo la tengo,
gianikian ricci lucchi, stan brakhage, jonas mekas, home movies, decadimenti nitrato, sindrome dell’aceto, il concetto di conservazione preservazione restauro, immanenza plurale e obsolescenza, rimedi azione, riutilizzo, Nicholas Philibert, found fottage, pollock, rotko carver, 100 anni di solitudine, monte moro o novo, saint aulaye, granada, venezia, acqua, foto ingiallite, errori, graffi, difetti, guasti, pochi soldi, amatoriale, quando c’è poco come il cielo senza nuvole cosi pieno di sé da attirare il tuo sguardo altrove perché diventa sfondo, si cede alle case, ai loro tetti alle loro antenne e ai loro colori che quando c’è l’esercito agguerrito delle nuvole, quelle carogne bastarde, non puoi vedere, non puoi notare. Kiarostami, tante chiacchiere, le montagne con chi le sa camminare e raccontare. Lei. Lui. Noi. lynch, balmorhrea, andrea belfi, machinefabriek, lali puna. Loscil, moltheni, vic chesnutt, peter broderick,dollboy, brian eno, steve zissou, alberto grifi,csc
”questo treno è diretto a..”
Cosa cerchi di trasmettere con il tuo lavoro?
“Fai la melanzana a cubetti, ponila in uno scolapasta e coprila di sale. Ricordati che se non le tiri via l’acqua quella si inzuppa di olio e poi la digerisci quando vai in pensione. Poi. Ah scusa, guarda che ci vuole un po’ per togliere l’acqua, mica è ‘na roba da due minuti”
“si scusa, n’attimo qui la linea va e viene”
“pronto?!”
“si, si ti sento”
“pronto
“skype di merda!”
“dai basta arrabbiarti con la tecnologia”
“hahaha”
”hahaha comunque dicevo aspetta tra la mezzora e l’ora e mezza, perche dipende dalla qualità delle melanzane, ma te ne accorgi quando le strizzi che non hanno più acqua”
“a ok. Tutto qui?”
“ehi ehi aspetta no mica è finita ora arriva il pezzo forte”
“vai!”
“tu cucini i cubetti di melanzane nell’olio bello caldo, tipo fritte ma non troppo mi raccomando, poi le togli e le metti su un piatto, dopo di che prendi i pomodori belli rossi e li cubetti”
“cubetti?!”
“si scemo, tagliali a dadini!”
“hahah ok ok”
“anche quelli li fai andare sulla padella con l’olio un po’, a fuoco lento cosi buttano fuori il sughetto, il fuoco basso, altrimenti il sughetto si asciuga come le rughe di un nonnetto!”
“ok! Boss e poi?”
“poi li metti nel piatto con le melanzane e condisci il tutto e non scordare il basilico fresco, non quella merda surgelata”
“ok ok farò un figurone”
“sicuro!”
“ciao”
“ciao” .
La freccetta puntatrice si sposta, impatta con il termine chiamata e poi con la x. Che non è il punto dove scavare. Lei inizia a cucinare e sarà buono.
In provincia di Vicenza conosci altri ragazzi che
hanno dei progetti artistici simili ai tuoi?
“hai sentito? Ci sono buone cose? Buoni suoni? Buoni posti! Oltre a capannoni, piazzette, porfido, splendide montagne, mari turchesi, ottimo sole e tanta pioggia!” “e tu dove hai sentito?” “nei dintorni, lo so che ci sono me ne hanno parlato e qualcosa ho impattato” “ e perché non ti unisci alla rivolta?” “non lo so….dovrei….mi piacerebbe….soprattutto con le più disparate formazioni….chissà un giorno….”
Che ne pensi della scena culturale underground
della nostra provincia?
“ehi ehi aspetta! Ma cosa ne pensi della scena culturale underground?”
“la adoro! Perché è quella che ti permette di spostarti da un posto all’altro vedendo cose differenti, vedendo i sotterranei per poi riemergere abbagliato dalle luci, dalla luce, da lucia, e scegliere certe cose, e tenerle strette, battersi per quelle, poi torni sotto ci mangi sopra, le cambi, le sporchi le maciulli tanto nessuno ti vede tanto nessuno dice nulla, poi esci, smonti, nel tragitto tra una piattaforma e l’altra scontri genti e odori, poi torni sotto, e alla fine arrivi. Esci. Contento proponi. Ti sputano. Ti non curano. Ma tu sei contento. Non hai chiesto a nessuno. È roba tua. Sei sereno. Rilassato. Poi qualcuno di dice “bene,bravo.sai cosa ne penso?!..” e allora torni sotto più carico che mai.”
“ok ho capito grazie”
“ma ricorda che non è facile e ricorda a tutti i detrattori del sotto, di andare a farsi fottere!! E di dare i soldi ai loro padroni”
“ok.”
Hai qualche sodalizio artistico particolare con
altri musicisti o videomaker.
Luciano Palumbo, Salvatore Amore per “diligenza per la luna”.
Luciano Palumbo, Salvatore Amore, Sonia Campanini, Federico Vanone per “Gorizia la mancha”.
Cercate! Cercate! Cercate!
In futuro si unirà a Camilla G. nella lotta al dittatore-detrattore dell’immagine Furio H.
Nella tua performance ci sono anche delle proiezioni video.
Potresti spiegare il lavoro che ci sta dietro?
Quello che hai visto era una ri-mediazione di una ri-mediazione, filmini in super 8 appartenuti alla mia famiglia riversati in vhs, poi trasferiti in dvd e rimontati. Alla ricerca di una verità fuggendo dalla realtà. Si è lavorato tanto sul montaggio quanto sul lasciare traccia di storia, tanto dei soggetti che degli oggetti. Ciò che ci è pervenuto è il testimone, una copia, non l’originale, che comunque “latita lungo la tradizione” e nel cinema non esiste. Abbiamo voluto far palesare tutto questo e nel mentre abbiamo voluto dare un ordine nuovo alle immagini. Per cercare una verità che c’era in loro. E che , credo, spero, abbiamo dimostrato. Mi interessa trattare le immagini così. Soprattutto quelle di famiglia. Ho inoltre lavorato con altri media obsoleti come le diapositive facendole rivivere e rimediandole, dandole nuova vita, nuovo spazio e libertà. Si badi che non è tutta farina del mio sacco, già molti prima di me e molto meglio di me hanno fatto. Detto. Pensato e scritto ciò. Ma è sempre bello farlo, e io mi diverto!Poi io come sempre suono improvvisando su tutto questo.
Mi piace l’interazione suono-immagine, è una cosa che è sempre esistita, che mi diverto a fare e a sperimentare, mi aiuta ad annullarmi e a scomparire sul palco e mi sento più vicino a chi
guardascolta.
Sosterrai altri concerti nei prossimi mesi?
Cara
Ieri ho suonato a Gorizia
E’ stato bello
Io un appartamento
Per tre amici tre
Intimo.
Come intime erano le immagini. Scorrevano sul muro mentre la mia musica strisciava dal amplificatore sul pavimento. Era tardi, molto. Ma era la prima volta. Erano immagini in Super8 vere, non DVD, battesimi, torte, comunioni, saggi di danze, macchine bellissime, colori veri, anzi vivi. E poi c’era chi ballava walzer vicino a pompe di benzina, che correva sotto la pioggia e che brindava.
Nessun montaggio, nessuna alterazione. Cosi come erano state pensate, realizzate e viste. Sono state riviste, a distanza di quasi 20 anni. E mentre suonavo e guardavo visi, occhi , baffi, capelli , ombretti, trucchi, pianti, persone, vive o morte ciò che mi catturava era il rumore, il suono del proiettore continuo impassibile, libero dopo anni di silenzio. Era bello. Era una voce che testimoniava la vittoria sulle nuove tecnologie. Non in senso pasoliniano, ma come dato di fatto. Funziona ancora. Ed è ancora bellissimo!
Vorrei farlo anche con voi, pensiamoci.
Tuo.
A.
Hai qualche progetto particolare in cantiere?
Esame di elementi del cinema muto 15luglio. Lavoro. Vacanze poche. Esame storia dell’arte contemporanea settembre. Forse tirocinio Lisbona. Iscriversi a corso di nuoto. Fare pizza. Riordinare stanza. Sentire per concerto a Venezia in appartamento. Aderire a Camilla G. preparare azione mediatico-video-teppistica. Essere più paziente e più presente. Tagliare l’erba e buttare materiale inerte in discarica. Cercare film di Peter Forgas. Pensare a nuovo disco (magari disco dramma?)
Recuperare libri. Chiamare zia. Tagliare capelli. Pagare affitto. Ritrovare bobina film famiglia, telecinemare, rimontare, proporre concerto. pensare a progetto per 2011.andare a trovare Giulio a Belluno, giri in montagna con Piero, invitare Luciano Sonia Salvo a Schio.
Dormire. Fare l’amore.
Tu?